LEGAMI... / RACCONTO SINYORINE / FIRMACOPIE İSİMSİZ / ISTANBUL 14.06.2026

 


Se qualche anno fa mi avessero proposto di andare ad Istanbul, molto probabilmente, avrei risposto "no grazie, non fa per me"! 
Ed invece eccomi qua oggi, a raccontarvi uno dei viaggi più belli della mia vita che sicuramente porterò per sempre nel cuore! 
E di questo devo ringraziare te Engin Akyürek, per avermi guidata con la tua arte, i tuoi racconti, i tuoi "carpe diem", verso qualcosa che SEMBRAVA così distante da me.
Sei entrato nella mia vita per caso, come un dono inaspettato... Ma questa è un'altra lunga storia...
"È curioso riconoscersi in qualcuno mai incontrato..." questa è una delle frasi scritte su un biglietto che accompagnava un mio pensiero e che gli ho consegnato il 14 giugno 2026 (e chissà se lo leggerà mai in mezzo a tutto quello che continuava ad accantonare, dono dopo dono...) 
Ma adesso andiamo per ordine e torniamo al viaggio. 
Mi era così dispiaciuto non poter essere andata al firmacopie di Eskişehir e con la mia amica sinyorina Graziella avevamo detto di provare al prossimo, magari dicembre alla fiera del libro di Istanbul! Ed invece quando la pagina di Doğan Kitap etkinlik fa uscire la notizia per il 14 giugno io lì, ero già atterrata ad Istanbul, con questa mia testolina sognante.
Così ho avvisato Graziella dell'evento inviandole la foto di Doğan Kitap etkinlik e mi dice:
"Ma è a Istanbul! Io direi di andare!"


E da lì saliamo su una giostra dei preparativi che vi risparmio perché, come a noi, vi girerebbe la testa peggio che su un ottovolante! 
Abbiamo avuto anche imprevisti che hanno messo a rischio la nostra partenza ma evidentemente qualche buona stella ci ha assistite. 🤍
Abbiamo iniziato a studiare la città nei minimi dettagli, stampato piantina dei mezzi pubblici, valutato e comprato nuovi look giornalieri 🙈
Mi sentivo come un'adolescente al primo appuntamento! 😂🙈
Una sana agitazione mi ha accompagnata per tutto il tempo che sono stata ad Istanbul e che ancora ha i suoi strascichi mentre sto scrivendo questo racconto...
La testa è ancora tra le nuvole, a quella giornata, a quel sorriso, a quella presenza che mi aspettavo affascinante, ma non come poi è avvenuto nella realtà...
È stato tutto magico, già da quella visuale di Istanbul dall'alto, tra le nuvole, nonostante sia rimasta sorpresa dalla moltitudine di grattacieli e case sparse ovunque con un piano regolatore sicuramente non dei migliori. 


Arrivare all'Hotel è stato semplice nonostante ci sia voluto tempo viste le grandi distanze! La Istanbulkart è sicuramente la compagna fedele ed indispensabile per spostarsi da un punto all'altro di questa immensa città di circa 16 milioni di abitanti. 
Una città dai forti contrasti, dai tanti sapori, dai mille colori, quel vento del Bosforo che ti accarezza sempre il viso... tramonti da favola che però sono riuscita a godermi poco, troppo breve il soggiorno per una città così! 
Io ero in fissa con la "passeggiata" lungo le sponde del Mar di Marmara che diventa lo Stretto del Bosforo spostandosi verso nord-ovest rispetto al nostro albergo a Suadiye, precisamente nel punto in cui la costa di Istanbul si stringe e separa l'Asia dall'Europa.


Non lo so, ero attirata da quel vento, dal rumore e dal colore del mare, dal verde del parco che affianca la passeggiata, dalla lontananza del caos della città dove i clacson suonano in continuazione e le macchine sfrecciano ovunque. 




Sicuramente il lato europeo ha il fascino della storia raccontata dai suoi monumenti, dai palazzi ottomani, dalle strade strette ed in salita ed i suoi angoli caratteristici, ma ritornare poi nel lato asiatico mi generava uno stato di pace... sarà che amo molto anche i miei stati di silenzio ogni tanto... Magari goduti stando seduta sugli scogli o affacciata alla finestra dell'hotel e con il naso all'insù, guardando i gabbiani che ti fanno compagnia sempre; li vedi volare con quelle lunghe ali e ti regalano un grande senso di libertà come tutti i gatti che se ne vanno in giro in solitaria ed ogni tanto te li ritrovi a strusciarsi su un tuo polpaccio, o accoccolati su una colonnina della Marmaray (linea ferroviaria della città che collega lato asiatico ed europeo), o a passeggiare indisturbati sopra i libri di una libreria come quello che ha sfiorato i libri di Engin che stavano uno sopra l'altro in attesa di essere acquistati... 🥹🤍


Come si fa a non rimanere affascinate da tutto questo! Sarà che andiamo sempre così di fretta, diamo per scontato tutto ciò che ci circonda, ma se impariamo a godere di tutti i piccoli "carpe diem" che la vita ci offre, anche in una città immensa come Istanbul si trova poesia ad ogni angolo, anche in un chiosco di Simit, con la sua tendina rossa, buonissimo inzuppato in un caldo çay (tè turco) e servito in caratteristici bicchierini di vetro a forma di tulipano che mantengono la bevanda calda in fondo e lasciano i bordi più freschi per non scottarsi le labbra. 


Ormai a colazione non poteva mancare, accompagnato da uova, formaggio, marmellata di ciliege, frutta fresca e tanto tanto altro! 


Il mangiare è un'altra cosa che non manca, locali ovunque a tutte le ore ed un'accoglienza devo dire squisita, specialmente se trovi dei giovani. Sempre molto disponibili e gentili anche nel cercare di farti comprendere le cose, la lingua inglese ci è stata molto di aiuto direi, ma c'era molta curiosità da parte loro di conoscere i nostri termini italiani ed a Galata ci siamo anche messe a parlare, alla fine del pranzo, poco prima di pagare, di squadre di calcio; uno di loro tifava per la Juventus ed un'altro si è unito alla discussione dicendo di tifare Napoli 😁
Le chiacchierate e le risate nei locali non sono mancate, nonostante la nostra età non più nel fiore degli anni... 


Ad un cameriere che mi è arrivato all'improvviso alle spalle per prendere l'ordine ho esclamato un "ola" spagnolo e lui mi ha prontamente risposto allo stesso modo scoppiando tutti a ridere ed ogni volta che arrivava al tavolo mi diceva "ola"! 😂🙈
Così mi sono vissuta questa meravigliosa, caotica città! Camminando, tanto, non so quanti km alla fine ho percorso, guardandomi intorno, alzando gli occhi, con la curiosità e l'entusiasmo di un bambino!


Unica grande nota dolente l'aria condizionata che arrivava a raffica dentro i mezzi pubblici! Se andate a Istanbul portatevi un giacchino, una sciarpa, qualsiasi cosa per ripararvi dai quei getti di aria condizionata! Un incubo! Come le ripide scale mobili della metropolitana, mamma mia quante ne abbiamo prese! Sali e scendi, sali e scendi... 


Non però il mio stato d'animo che col passare delle ore, all'avvicinarsi di domenica 14 giugno, ore 17, saliva piano piano alle stelle ed oltre...


Già il primo giorno siamo andate in avanscoperta per vedere il posto e provare a comprare il libro che prima di sabato sera, invece, non è stato disponibile. 
L'incontro con Engin meriterebbe un racconto a parte ma è un'emozione talmente indescivibile incrociare quello sguardo di persona che vi dico cercate di vivervi questa esperienza in prima persona perché ogni mia parola non renderebbe l'idea di quello che è stato.


Comunque ci hanno dato un numero all'entrata a seconda dell'arrivo di ognuna, io avevo il 71! Poi ci hanno fatto scendere al piano inferiore dove c'è la libreria vera e propria con scaffali e corridoi ed una postazione in fondo che accoglie l'autore del libro. C'è stata una confusione iniziale prima che riuscissero a capire come posizionarci, la lingua diversa da quasi tutte noi non ha aiutato, solo una ragazza parlava inglese. 
Ma alla fine abbiamo trovato una quadra! Ed è lì che ho incontrato due persone bellissime, italiane, che amano condividere nella pagina delle sinyorine un pò del loro tempo, Carmela e Donatella, rispettivamente di Firenze e Bologna. Ci siamo subito trovate a parlare e non solo di Engin. Ma di noi, delle nostre vite, di valori...
 Il lato bello di trovarsi a vivere passioni in comune, può solo che portare valore aggiunto alle nostre vite, in una società che ormai ci porta ad isolarci, a non guardarci più negli occhi...


Mentre siamo intente a parlare tra noi, parte un applauso dal fondo della libreria, eccolooooo! Vestito tutto di blu ed una t-shirt bianca, bello come il sole, ma che dico, di più! E altissimo! Una montagna di sexytudine, fascino ed eleganza! Ed io sono 1 metro e 70, con le scarpe ero anche qualcosa di più, ma mi sono comunque sentita sovrastata da lui! Non riesco a spiegarlo a parole quello che ho provato, mi si è stampato un sorriso che ancora adesso che sto scrivendo non se ne vuole andare!



Mentre ero in fila sono riuscita a sgattaiolare tra i corridoi, in mezzo ai libri e trovarmi un posticino al di là della zona transennata, in attesa del mio turno, per poterlo guardare tutto il tempo da vicino e soprattutto riuscire ad incrociare il suo sguardo! E trovarsi all'improvviso sulla sua traiettoria è stato bellissimo, anche se è durato pochi secondi ma ci è partito un sorriso all'unisono... quello è stato e rimarrà il regalo più grande dell'incontro con lui! Anche più di sentire rivolgermi la parola mentre gli spiegavo che una sua firma su uno dei libri era "for my mother" mamma Anna! Gli è partito uno dei suoi dolci sorrisi...



Difficile godersi appieno quel momento in cui ci si avvicina a lui, non si capisce più niente, hai paura di sbagliare a porti, di dire una parola di troppo ed una di meno, paura di essere invadente, almeno per come sono fatta io. Avrei voluto abbracciarlo stretto, ma lui per me è ormai un pò di famiglia ed io sono una perfetta sconosciuta, un numero tra le tante, non riuscirei mai ad invadere il suo spazio a meno che non sia lui a permetterlo in qualche modo. 
Purtroppo il tempo a disposizione di ognuna è veramente poco e cercare di capire come ottimizzarlo al meglio è veramente difficile.
C'è una catena di montaggio attorno a lui che passa e toglie libri, lui che firma compulsivamente, regala sorrisi uno dietro l'altro, a chi più e a chi meno, accoglie baci e abbracci, più o meno desiderati a volte, ma non dice no a nessun*.
Insomma un bel caos! 
Ma per me è stata comunque un'esperienza unica ed indimenticabile che porterò per sempre nel cuore, conoscerlo di persona ha ora magicamente scisso ancora di più l'uomo dal personaggio.
Diciamo che ha dato più forma all'uomo Engin! 
Magari vederlo per televisione durante un'intervista sembrava comunque "fantasia", lontano, quasi non reale! 
Adesso sembra tutto cambiato, l'ho incontrato, e sa di buono... 🤍
Ma come tutti i sogni in cui ti trovi a vivere, poi arriva il risveglio, anche se le sensazioni rimangono, e dopo aver visto diventare Istanbul un puntino lontano, la stanchezza prende il sopravvento, chiudo gli occhi come a voler prolungare ancora un pò quel sogno che all'arrivo a Roma diventerà solo uno splendido ricordo...







Ora rimangono 100 km da fare con la mia macchina, quella che avevo lasciato parcheggiata temporaneamente nel garage del fratello di Graziella e quando vado a girare la chiave per metterla in moto il motorino di avviamento si mette a fare i dispetti.
Ed ora?! Ora chiamo l'uomo che mi sta aspettando a casa... quello reale da 34 anni... mio marito... e dietro le sue efficaci indicazioni la macchina si mette in moto! Parte spontaneo l'applauso ed un "altro che Engin!" all'unisono mio e di Graziella! 
Risate spontanee accompagnano così il volgere a termine di questo pazzo, magico, emozionante, inaspettato, ed indimenticabile  viaggio in una città in cui ho lasciato un pezzetto del mio cuore, due occhi color caramello ed un sorriso che  chiede solo di essere corrisposto ancora ed ancora...
Arrivederci Istanbul! 
Arrivederci Engin! 
A presto...
Görüşürüz... ❤️

(Stefania)

🐞


Commenti

  1. Cara Stefania, non ci conosciamo ma il tuo racconto (e quello della sinyorina Grace) mi ha trasmesso tutte le emozioni della partenza, dell'incontro e del ritorno. Bellissime foto, bellissime parole e bellissima tu (che occhi!) 🩷 Magari ci incontreremo a dicembre, sperando che ci sia anche il sinyorino alla fiera... 😊

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    1. Grazie mille! Sono contenta di essere riuscita a farti arrivare un pò delle mie emozioni che questo splendido viaggio e l'incontro con Engin mi hanno regalato ❤️ Un'esperienza unica che porterò per sempre nel cuore! Quel sorriso è con me ancora oggi e penso che difficilmente mi abbandonerà... Ti auguro di riuscire ad incontrare quel suo sguardo così luminoso e conoscere la magia di Istanbul... Magari ci incontreremo al prossimo firmacopie... 😉🍀

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  2. Bellissimo😍Solo oggi riesco a leggerlo con calma e attenzione. È passata una settimana e ancora si sentono addosso le emozioni e la felicità che provavo all'idea che l'indomani avremmo incontrato il nostro amato Engin
    Ha ragione Stefania, e tanto breve il tempo con lui che non riesci a realizzare e capire l'emozione che vivi in quell'attimo. Ma che comunque lascia il segno e quando ricordi senti il petto che si riempie di gioia. La tua una descrizione perfetta di quei momenti? come riviverlo. Un forte abbraccio e al prossimo incontro con Engin, tutte insieme ma con un pi di timidezza in meno per gioire a pieno di quel momento

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    1. Cara Carmela che piacere averti conosciuta! Hai ragione! Le emozioni di quella giornata sono ancora qui con me e credo proprio non mi abbandoneranno mai più! Pensavo sarebbe stato meraviglioso! Ma non così!!! La prossima volta speriamo di farci prendere meno dall'effetto bagliore Engin, ma la vedo dura! 🫠🙈 Comunque tieni pronta la valigia...
      Un caro abbraccio ❤️

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