INTERVISTA / ASLI ENVER - ENGİN AKYÜREK / ELLE TURKİYE / OTTOBRE 2025

Non perdete questa lunga intervista ad Aslı Enver ed Engin Akyürek rilasciata nel mese di Ottobre 2025 in occasione dell'uscita della serie "Old Money"/ "Enfes Bir Akşam" su Netflix, serie che li ha visti protagonisti e che ha riscosso un grande successo a livello internazionale.  Le 25 domande sono arricchite da bellissime fotografie...

Tra Nihal e Osman assistiamo sia a momenti di forte complicità che a vere e proprie scintille. A un certo punto Nihal dice anche: "Lo scontro... è la mia cosa preferita." Secondo te, in una relazione amorosa devono esserci anche lotta, conflitto, magari qualche battibecco ogni tanto? È questo gioco di tensione che tiene viva la relazione, oppure è la vera serenità che fa crescere l'amore?

Aslı Enver: Secondo me, quando due persone iniziano a conoscersi, è normale che ci siano scontri, ostinazioni, piccoli litigi e spesso c'è anche un certo piacere in tutto questo. È così che una relazione trova la sua forma: parlando, restando in comunicazione. Ovviamente, questo non significa che tutto ciò che viene detto venga percepito allo stesso modo da entrambe le parti. La cosa importante è lo sforzo di incontrarsi a metà strada. Nihal e Osman, invece, sono due personaggi che vanno molto per la loro strada, ed è per questo che a volte si fraintendono. Ma per me l'amore si assesta proprio così. E quando poi evolve in qualcosa di più duraturo, come l'affetto profondo, quello che lo rafforza è la serenità.

Engin Akyürek: La serenità è un traguardo, quasi un punto d'arrivo in ogni relazione. A volte non riusciamo a descrivere ciò che unisce due persone con frasi da favola o ideali. Io credo in questo: anche se due persone si scontrano o vengono da mondi diversi, esiste una forza che le attrae l'una verso l'altra. Cercare di spiegare questa cosa è un po' come cercare di mettere in parole una scena d'amore mentre reciti: è qualcosa che si sente, più che si dice. Conflitti e battibecchi -finché non sfociano in litigi tossici - fanno parte della realtà di una relazione.

Le riprese di "Enfes Bir Akşam" si sono svolte tra ville sul Bosforo, residenze storiche, uffici dai soffitti alti e persino in mezzo al mare. Com'è stato per te vivere questo processo?

Engin Akyürek: Istanbul è una delle città più belle del mondo. Ogni volta che la guardi, scopri un nuovo dettaglio. È una città magica... Stare in barca, vedere il Bosforo: tutto questo è stato una grande fonte di motivazione durante le riprese. In molti progetti ambientati sul Bosforo, il mare si vede solo dalla terra, da un'unica prospettiva. Quello che invece rende questo lavoro diverso è che, questa volta, siamo noi a guardare Istanbul e le sue ville storiche dal mare.

Aslı: Dal punto di vista visivo è stato sicuramente molto piacevole, ma a tratti anche davvero impegnativo. Abbiamo iniziato a girare le scene in mare proprio all'inizio dell'inverno. Per questo, tutta la troupe ha lavorato di notte per sette settimane di fila. Volevamo girare durante le prime ore del giorno, quando la luce è più morbida e bella, quindi abbiamo passato nottate intere sul set. E tutte queste scene erano in esterni, di notte. Devo dire che restare svegli per sette settimane non è stato per niente facile, è stato davvero faticoso. Però la motivazione del gruppo, il bel clima tra di noi, e anche il fatto che non lavoravo così intensamente da tanto tempo... tutto questo mi ha fatto davvero bene.

C'è stata una scena in particolare che le ha creato più difficoltà durante le riprese?

Aslı: Non saprei indicare una scena specifica, ma quello che mi ha messo più alla prova sono state sicuramente le condizioni atmosferiche. Cercavamo di ricreare un'atmosfera estiva, ma il tempo non ci è stato affatto d'aiuto. In certi momenti non ce la facevo più dal freddo e mi mettevo addirittura una sciarpa al collo! All'inizio del progetto eravamo partiti con uno styling da estate, ma il clima reale era ben diverso. E se a tutto questo aggiungi anche le notti lunghe e la carenza di sonno... diventava davvero pesante. In alcune scene, per esempio, si vede Zeynep con un minuscolo pantaloncino, mentre io ero lì con una sciarpa e un grosso piumino -una scena quasi ironica, a pensarci bene!

Engin: Direi la scena con la pioggia artificiale. L'abbiamo girata in pieno inverno, e faceva davvero freddo.

So che le serie turche su Netflix raggiungono un pubblico mondiale e generano anche un impatto positivo sul turismo. In questa serie vediamo moltissimo la splendida e unica bellezza di Istanbul. Secondo te, Istanbul e in particolare il Bosforo, giocano un ruolo nella storia come se fossero dei veri e propri personaggi? Come descriveresti questa città agli spettatori stranieri?

Engin: In realtà, Istanbul è la vera protagonista di questa serie. Senza la sua bellezza, la serie non esisterebbe. Mi piace un po' paragonare le due rive del Bosforo a Osman e Nihal: sono molto diverse tra loro, ma non possono separarsi, e l'esistenza di una mette in luce la bellezza dell'altra, formando un tutto unico... La storia nascosta dentro Istanbul, il fatto che unisca Asia ed Europa, racconta in qualche modo anche il nostro carattere.

Aslı: Come persona che vive a Istanbul, girare di fronte al Bosforo è stata un'esperienza davvero speciale. A volte, durante le riprese, sentivo come se stessi aprendo la finestra di casa per prendere un po' d'aria o guardare il mio giardino. Ricordo che davanti alla mia stanza c'erano le mura della città e a volte mi perdevo a guardarle. Il paesaggio era davvero mozzafiato. Se ha fatto questa impressione anche a me, posso solo immaginare quanto sarà ancora più forte per chi vede Istanbul per la prima volta. Quindi, come hai detto anche tu, Istanbul è praticamente un personaggio a sé stante in questa storia.

Nella serie, Nihal e Osman lavorano insieme alla costruzione di uno yacht a motore e cogliamo diversi indizi sulla loro passione per il mare. Cosa rappresentano per te il Bosforo, il mare, le onde, l'immersione e la vita in barca? Che sensazione ti dà trovarti in mezzo al mare?

Aslı: Per me è una situazione un po' ironica, in realtà. Perché ho sempre avuto un certo timore del mare; non mi piace stare in acque molto profonde, né restarci a lungo o nuotare troppo. Sono più il tipo che si tuffa e poi esce subito. Quindi non mi considero una persona che riesce a comprendere davvero l'anima del mare. Anzi, il mare mi trasmette spesso un senso di calma... ma anche di solitudine.

Engin: Per me il mare è una forma di esplorazione. Faccio immersioni da tanto tempo, e la sensazione che mi dà il mare è simile a quella che si prova quando si osservano le stelle nel cielo: è un'avventura, una scoperta continua...

Dal tuo debutto in "Yabancı Damat" fino a "Kara Para Aşk" e "Adım Farah", il pubblico ti ha visto negli anni in ruoli molto diversi, che hanno mostrato ogni volta nuove sfaccettature di te. I personaggi che hai interpretato, così come i tipi a cui hai dato vita, sono stati sempre molto variegati. Guardando con i tuoi occhi questo percorso, in che modo ti ha trasformato? Come uomo, come essere umano, cosa hai imparato di più da questo viaggio?

Engin: In realtà sono cresciuto insieme ai personaggi che ho interpretato. Sì, proprio come hai detto, è stato - ed è tuttora - un viaggio. Da ogni personaggio ho imparato qualcosa. Se cerchi di fare questo lavoro in modo professionale, la recitazione finisce per diventare una parte della tua vita. Questo percorso ti insegna a essere più umano, ad avere empatia, e ad ascoltare davvero il tuo viaggio interiore. Ti dà la possibilità di sentire profondamente ciò che vivi, dentro e fuori dal set.


Aslı, sei entrata in questo settore a 18 anni. Se potessi entrare in una macchina del tempo e parlare alla te stessa di quel primo giorno, cosa le diresti oggi? Non solo come attrice, ma anche come donna, come ti ha trasformata questo viaggio?

Asli: Se potessi davvero entrare in una macchina del tempo e dire qualcosa alla me stessa diciottenne, le direi - proprio come dice anche Nihal - "continua a giocare". Qualunque cosa la vita ti metta davanti, non perdere mai la tua disciplina, il rispetto per il tuo lavoro, l'amore e l'entusiasmo, perché sono proprio queste le cose che ti tengono in piedi e ti motivano ogni volta daccapo. Io ho messo piede su un set per la prima volta a 18 anni, ero giovanissima, e in un certo senso sono cresciuta davanti alla telecamera. Il mio spirito infantile è tuttora con me e ancora oggi mi emoziono per ogni scena. Questo mestiere è il luogo in cui mi sento più felice e più me stessa. In questo viaggio che va dall’infanzia all’essere donna, oggi posso dirmi: “sei davvero fortunata ad avere ancora uno spazio dove puoi continuare a giocare."

È la prima volta che lavorate insieme? Se doveste descrivere il vostro partner, cosa direste? E nel primo giorno di set, cosa vi ha sorpreso di più l'uno dell'altra?

Engin: Sì, è la prima volta che lavoriamo insieme. Sono davvero felice di aver avuto l'opportunità di conoscere Aslı come persona e di condividere il lavoro con lei come attrice. Anche se siamo due caratteri molto diversi, posso dire che abbiamo la stessa visione del mestiere e della scena.

Asli: Nonostante lavoriamo nello stesso settore da tanto tempo, è la prima volta che ci troviamo nello stesso progetto. Engin è un attore molto laborioso, disciplinato e ama il gioco di squadra sul set. Anche a me piace molto lavorare con attori che si scambiano l'energia. Si prende molto cura del suo personaggio e fa sempre del suo meglio per il bene del progetto. Non c'è stato nulla che mi abbia sorpresa durante il primo giorno di set, perché prima di iniziare avevamo fatto delle letture insieme e avevamo un po' preparato i nostri ruoli. Per questo motivo ho avuto già modo di conoscerlo e non c'è stato nessun imprevisto, anzi, ci siamo subito trovati benissimo. Engin è stato davvero un ottimo partner per me.

Aslı, sei del Toro e Engin, tu sei della Bilancia. Entrambi siete governati da Venere, il pianeta dell'amore, della bellezza e dell'estetica. Sul set, vi concentravate di più sui dettagli estetici e sulle emozioni? Come pensate di aver portato questa energia nel progetto?

Aslı: Questo bisognerebbe chiederlo a un astrologo! (ride) Comunque, bellezza ed estetica sono elementi importanti in questo lavoro. Se siamo riusciti a dare una mano affinché tutto fosse bello da vedere, siamo felici.

Engin: L'astrologia è un argomento che non conosco molto bene. Però, domande come questa fanno pensare... Magari la nostra buona sintonia sul set dipende proprio da questo. Grazie, Venere! (ride)

Entrambi sembrate preferire una vita senza troppa esposizione. Siete persone casalinghe? Fuori dal lavoro, cosa vi rende più felici?

Engin: Amo stare a casa, ma mi piacciono anche le strade, la vita di quartiere, il sentirsi parte di ciò che succede fuori. Dopo la pandemia il mio rapporto con tutto questo è un po' cambiato. Negli ultimi anni passo molto più tempo a casa, ormai è diventata un'abitudine. Mi piace fare immersioni. E quando ho una storia in testa, anche solo sedermi da qualche parte a pensarci, senza fare nient'altro, riesce a rilassarmi tantissimo.

Aslı: Sono una vera persona da casa. Amo passare il tempo tra le mura di casa e stare con le persone a me più vicine. Per me casa è davvero il posto dove mi sento più felice, più a mio agio. Quindi non sento molto il bisogno di uscire. Però fuori dal lavoro adoro fare piccoli viaggi. Non sono il tipo da lunghi giri, preferisco le fughe del weekend. Per esempio, ci è capitato spesso di partire per Assos per una sola notte e tornare il giorno dopo e lo trovo bellissimo. Mi piace guidare, soprattutto fare lunghi tragitti. Stare nella natura mi fa molto bene. Certo, mi piace anche socializzare, ma siccome sto così bene a casa, mi basta passare del tempo con le persone più care.

Dopo essere diventata mamma hai detto: 'Dedico tutto il mio tempo a Elay. La mia vita è cambiata radicalmente'. Ci racconti un po' com'è cambiato il tuo mondo, sia a livello emotivo che nella tua routine quotidiana?

Aslı: Mi ero promessa che non avrei fatto lavori mainstream finché Elay non avesse compiuto 2 anni, perché questo tipo di lavoro richiede molto tempo e attenzione, proprio come un bambino. Sono felice di essere riuscita a mantenere questa promessa.
Ovviamente, diventare mamma ha cambiato radicalmente la mia vita. Ho avuto la fortuna di diventarlo a 40 anni, in un'età bellissima e mi sto godendo ogni momento. Ancora oggi trascorro ogni istante libero con Elay. Ora che sta lentamente diventando più indipendente, abbiamo anche programmi separati. Per esempio, quando lei va al parco io ne approfitto per sbrigare qualche lavoro, poi ci ritroviamo casa e continuiamo la giornata insieme. Questo processo di distacco sano è molto piacevole per me.
La cosa che è cambiata di più nella mia routine quotidiana è sicuramente il mio ritmo del sonno.
Ora con Elay mi sveglio alle sette e mezza e organizzo la giornata in base ai suoi orari di sonno. Già solo questo è una vita completamente diversa, perché prima, se non lavoravo, potevo svegliarmi quando volevo. Adesso non è più così: c'è un piccolo essere umano e programmi tutto in base alle sue esigenze.
Da fuori può sembrare che la mia routine sia stata stravolta, ma in realtà ha reso la mia vita molto più ordinata. Adesso ho un'esistenza più prevedibile e regolare. Ho passato quarant'anni a vivere come volevo, adesso conduco una vita più pianificata - e mi fa davvero bene. Dal punto di vista emotivo... non credo esista 
qualcosa che io possa amare di più nella vita. Essere mamma è un sentimento quasi impossibile da spiegare; lo sto capendo vivendolo giorno per giorno.

Anni fa avevo letto un'intervista in cui parlavi della tua nostalgia per le festività di una volta, per i rapporti sinceri e per quel calore autentico della vita di quartiere. Oggi però, con tutta questa digitalizzazione, la dipendenza dagli schermi e l'aumento dell'individualismo, cosa provi guardando al mondo così com'è diventato?
E questa memoria, questo bagaglio emotivo, come si riflette nei vari personaggi che interpreti nelle serie?

Engin: In realtà non si tratta tanto di un elogio al passato, quanto più un discorso su come custodire i ricordi e le storie. Non possiamo negare le necessità di questo tempo, quindi dobbiamo trovare il nostro posto come esseri umani in tutto questo. Penso che questa sia una riflessione che riguarda principalmente la letteratura e la filosofia. La strada è come la vediamo, ciò che vediamo riflesso nello schermo del telefono ha un certo tono, e anche i personaggi che interpretiamo cambiano di conseguenza.

In “Enfes Bir Akşam” possiamo percepire quel lato bambino nascosto dentro di noi e l'importanza di quella purezza emotiva. Cosa significa per te questo sentimento?"

Engin: Se la purezza non fosse destinata a svanire, non avremmo nemmeno bisogno di una parola come 'innocenza'. Anche se sembra un tentativo umano e infantile volerla mantenere, in realtà questa ricerca ci porta a ingigantire le nostre preoccupazioni e a vivere con il senso di colpa. Secondo me, c'è una questione fondamentale qui: la purezza si può perdere, ma riusciamo a continuare a vivere in pace con la nostra infanzia e con i nostri ricordi? Credo che questo sia più importante.

Si sa che sei cresciuta a Londra e che hai imparato il turco solo più tardi. Guardando sia la tua dizione che il tuo vocabolario, viene da chiedersi come tu abbia sviluppato tutto questo così velocemente. Hai avuto difficoltà in questo processo? E quando ti metti in testa qualcosa, la porti sempre a termine così, con la stessa determinazione?

Aslı: Poiché la mia famiglia è turca, avevo già una certa familiarità con la lingua. Anche se non la parlavo perfettamente, riuscivo a capire e a comunicare in turco. Quando sono arrivata qui a 12 anni ho assimilatola lingua in modo naturale. Non posso dire che ci sia stato un impegno speciale da parte mia. Forse, essendo una persona che ama parlare, è stato più facile imparare parlandola. Non so se posso fare sempre tutto ciò che mi metto in testa, ma una cosa è certa: mi impegno. Se voglio fare qualcosa, ci metto sempre impegno, imparo e do il massimo. Non c'è una garanzia di successo, ma sicuramente ci provo.

Hai pubblicato un libro di 21 racconti brevi intitolato 'Sessizlik' ed è passato un po' di tempo da allora. Ti è mai venuto in mente di adattare una di queste storie ad una serie o ad un film? E in questi anni trascorsi, ti sono venute nuove idee per racconti? Hai in mente un altro libro per il futuro?

Engin: Nel 2023 ho pubblicato anche un libro di racconti intitolato 'Zamansız'. Il mio percorso di scrittura continua e in realtà spero di pubblicare un nuovo libro a breve. Ho scritto alcuni dei miei racconti come storie per film. In Sessizlik, i racconti 'Merhaba' e 'Bi Gece' erano stati pensati originariamente come storie per film.

La capacità di empatia è una qualità molto importante per un attore. Nella vita reale, ti capita mai che un eccesso di empatia ti stanchi o ti esaurisca?

Engin: L'empatia è un'emozione che, pur essendo a volte problematica, ci rende profondamente umani. Sto cercando di imparare a gestirla. In realtà, l'empatia è un qualcosa di infinito, se la lasci andare, così come non c'è limite alla comprensione e al sentimento. A volte ti capita di sentire nel tuo corpo il dolore di chi conosci e anche di chi non conosci. E davvero estenuante. Trovo sana l'empatia realistica.

Aslı: Onestamente, a volte mi stanca. A volte mi immergo così tanto nel punto di vista dell'altro che finisco per fare torto a me stessa. Ma penso che non sia una mancanza. Perché quando esagero, riesco subito a capirlo, mi accorgo del mio errore senza farne un danno troppo grande. Per questo non vedo questa cosa come un problema. Anzi, vedere le cose da più punti di vista ti offre una prospettiva diversa. Ti fa capire che non tutto è come lo pensi. Per questo mi piace questa caratteristica, penso che mi aiuti anche nel mio lavoro.

Tornando a Nihal e Osman, due giovani cresciuti in condizioni di vita molto diverse, pensate che riescano a entrare in empatia uno con l'altro?

Aslı: Secondo me, non riescono a entrare in empatia l'uno con l'altro. Entrambi sono troppo legati al proprio punto di vista. A dire la verità, non credo nemmeno che vadano in terapia! Per questo valutano tutto dal loro angolo di visione. Però, penso che per far andare avanti la storia, è necessario che sia un po' così.

Engin: Ci sono troppe cose che gli impediscono di entrare in empatia: le loro storie, le origini da cui provengono e i pregiudizi... All'inizio non ci aspettiamo nemmeno che ci riescano, sarebbe poco realistico. Però quello che vediamo è che, rispetto a tante altre persone che riescono a entrare in empatia, loro due provano una passione fortissima l'uno per l'altra.

Come vediamo anche con Nihal e Osman, nella vita non tutto va come vorremmo; a volte tutto cambia in un attimo. Quando qualcosa non va come speravi, qual è la tua reazione? Cerchi di controllare la situazione o ti affidi al flusso degli eventi?

Engin: Anche questo sto cercando di impararlo. È uno sforzo inutile, in realtà. Possiamo controllare pochissime cose, e lo vedo quasi come una malattia. L'hai detto molto bene: affidarsi al flusso... Non posso dire che sia facile, ma sicuramente preferisco lasciare che le cose seguano il loro corso.

Aslı: C'è un detto che mi piace molto: 'La vita è ciò che ti accade mentre fai altri piani'. Io guardo la vita proprio così. Non c'è niente di sicuro; siamo umani e in ogni momento può succedere di tutto. Per questo sono una persona che tende a seguire il flusso. Faccio il mio dovere, rispetto le responsabilità, ma alla fine ciò che deve succedere succede, e ciò che non deve succedere, non succede. Non mi ostino troppo su questo. Sono più una persona che accetta.                                                                              

Prendi le tue decisioni d'impulso o preferisci riflettere a lungo e con calma? Ti fidi delle tue intuizioni?

Aslı: In realtà dipende completamente dal momento. A volte agisco molto d'istinto, altre volte rifletto a lungo. Non posso dire di essere molto coerente su questo, perché ci sono stati momenti in cui ho sentito che i miei istinti mi hanno ingannato. Ma quando ho usato la logica, mi sono resa conto di aver commesso degli errori anche così. Quindi è totalmente una questione di situazione. Comunque, se qualcosa mi dà una sensazione positiva dentro, voglio farlo.

Engin: Non so se c'è una risposta sana a questa domanda. Di solito, quando prendo decisioni basate sui miei istinti, la ragione finisce sempre per entrarci in qualche modo; e quando prendo decisioni con la mente, finiscono per esserci anche le emozioni... Non lo so, non ci sono mai riuscito.

Mi piacerebbe anche parlare dello stile di vita 'old money' dal punto di vista della moda. Nella serie, Osman, pur essendo nuovo nella ricchezza, ha uno stile molto lusso silenzioso', mentre Nihal ha uno stile che potremmo definire 'senza sforzo e naturalmente elegante'. Come definiresti i tuoi stili personali?

Engin: Mi piace l'idea di 'senza sforzo'. Direi che ho uno stile naturale e comodo.

Aslı: Non pretendo di sapere molto di moda; ho i miei gusti e mi vesto di conseguenza. Per quanto riguarda i progetti, non interferisco con i costumisti. Se il vestito non sembra fuori posto su di me e non limita il mio ruolo, preferisco lasciare il lavoro a chi si occupa di costumi e styling. In realtà, il costume è molto utile per entrare nel personaggio. Perché una donna che indossa un abito elegante ha un'anima diversa rispetto a una che indossa degli stivali da cowboy... Il costume ti dà una postura, un atteggiamento. Per questo mi piace sfruttarlo.

Il concetto di 'old money' viene spesso confuso con la ricchezza, ma in realtà non è proprio così; è più una cultura e uno stile di vita. Nella tua vita, quale definiresti il tuo 'piacere più grande'?"

Aslı: Per cominciare, non direi di appartenere al profilo di 'old money'. Il mio piacere più grande nella vita, credo, sia mangiare bene. Non so se dipenda dal fatto che sono del segno del Toro o se è una motivazione interna, ma mi piace davvero tanto mangiare in posti belli e gustare cose buone. Un'altra passione è l'amore per le belle case... Mi piace guardarle, visitarle, e persino viverci dentro. L'interior design, la decorazione e i mobili ben progettati mi hanno sempre affascinato. Passo spesso il mio tempo libero a girare per negozi di arredamento. All'estero, quando la gente visita boutique o centri commerciali, io vado nei negozi di design. Non sono tanto appassionata di moda, ma credo di avere un po' di 'pretenziosità' nell'architettura e nella decorazione.

Engin: Essere sott'acqua...

In un'epoca in cui mostrare e ostentare sono diventati così centrali sui social media, quanto è possibile oggi vivere uno stile di vita 'old money', cioè 'silenzioso'?

Engin: Se non lo porti come una maschera, in realtà è possibile. D'altra parte, deve essere in sintonia con il tuo spirito; altrimenti, qualunque cosa tu faccia, sembrerà che tu stia cercando di sforzarti.

Quando parliamo di 'old money', entrano in gioco il senso di appartenenza, le radici, le tradizioni. Nella tua vita, quanto sei legato a questo tipo di tradizioni?

Aslı: Non sono una persona molto tradizionalista. Anzi, per quanto riguarda la questione delle radici... A volte mi sento quasi 'senza radici. Probabilmente dipende dal fatto che la mia infanzia e il mio periodo di crescita sono stati trascorsi in altri paesi. Forse è per questo che ho così tanto interesse per le case. Potrebbe essere un riflesso del mio desiderio di radicarmi.

Si dice che il vero lusso nella vita siano 'il tempo' e 'la serenità'. Secondo te, quale tra i valori che perdiamo ci rende più poveri? E qual è la cosa più importante per te?

Engin: Il tempo è qualcosa che non possiamo trattenere. Non ho ancora incontrato qualcuno che usi bene il suo tempo e non si lamenti. Più cerchiamo di dare un significato al tempo, più diventiamo inquieti. Dentro c'è tanto: la morte, il passato, le cose che non abbiamo fatto... Ma senza serenità, tutte le cose di cui parliamo cadono nel vuoto.

Aslı: Per me, la cosa più importante è la serenità. Mi è capitato di lamentarmi della mancanza di tempo, ma l'inquietudine mi logora molto. Quando c'è serenità, le cose in qualche modo si sistemano, il flusso accade da solo. Quindi, la risposta per me è chiara: serenità.

Nella serie, Nihal chiede a Osman: 'Dimmi una cosa vera che non hai mai detto a nessuno finora'. Anche voi, Aslı ed Engin, potreste dirci una cosa vera su di voi che non avete mai raccontato a nessuno?"

Aslı: Ve ne dico due di cose! In realtà, le migliori battute mi vengono in mente nelle prime ore del mattino quando non riesco a dormire, poi però me le dimentico. E, non sono così misteriosa come sembro.

Engin: Non mi preoccupo più delle cose che mi rovinano il gusto della vita...




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Credits / Ringraziamenti

Aslı Enver, Engin Akyürek, ELLE Turkiye, @elleturkiye

Intervista: Melda Narmanli Çimen

Fotografie: Luca Meneghel

Direzione moda: Aslı Asil

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In questo istante, la nostra vita è tutta qui. Carpe diem! (le sinyorine)

08/10/2025




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