INTERVISTA / ASLI ENVER - ENGİN AKYÜREK / ELLE TURKİYE / OTTOBRE 2025
Non perdete questa lunga intervista ad Aslı Enver ed Engin Akyürek rilasciata nel mese di Ottobre 2025 in occasione dell'uscita della serie "Old Money"/ "Enfes Bir Akşam" su Netflix, serie che li ha visti protagonisti e che ha riscosso un grande successo a livello internazionale. Le 25 domande sono arricchite da bellissime fotografie...
Tra Nihal e Osman assistiamo
sia a momenti di forte complicità che a vere e proprie scintille. A un certo
punto Nihal dice anche: "Lo scontro... è la mia cosa preferita."
Secondo te, in una relazione amorosa devono esserci anche lotta, conflitto,
magari qualche battibecco ogni tanto? È questo gioco di tensione che tiene viva
la relazione, oppure è la vera serenità che fa crescere l'amore?
Aslı Enver: Secondo me, quando due persone
iniziano a conoscersi, è normale che ci siano scontri, ostinazioni, piccoli
litigi e spesso c'è anche un certo piacere in tutto questo. È così che una
relazione trova la sua forma: parlando, restando in comunicazione. Ovviamente,
questo non significa che tutto ciò che viene detto venga percepito allo stesso
modo da entrambe le parti. La cosa importante è lo sforzo di incontrarsi a metà
strada. Nihal e Osman, invece, sono due personaggi che vanno molto per la loro
strada, ed è per questo che a volte si fraintendono. Ma per me l'amore si
assesta proprio così. E quando poi evolve in qualcosa di più duraturo, come
l'affetto profondo, quello che lo rafforza è la serenità.
Engin Akyürek: La serenità è un traguardo, quasi
un punto d'arrivo in ogni relazione. A volte non riusciamo a descrivere ciò che
unisce due persone con frasi da favola o ideali. Io credo in questo: anche se
due persone si scontrano o vengono da mondi diversi, esiste una forza che le
attrae l'una verso l'altra. Cercare di spiegare questa cosa è un po' come
cercare di mettere in parole una scena d'amore mentre reciti: è qualcosa che si
sente, più che si dice. Conflitti e battibecchi -finché non sfociano in litigi
tossici - fanno parte della realtà di una relazione.
Le riprese di
"Enfes Bir Akşam" si sono svolte tra ville sul Bosforo, residenze
storiche, uffici dai soffitti alti e persino in mezzo al mare. Com'è stato per
te vivere questo processo?
Engin Akyürek: Istanbul è una delle città più
belle del mondo. Ogni volta che la guardi, scopri un nuovo dettaglio. È una
città magica... Stare in barca, vedere il Bosforo: tutto questo è stato una grande
fonte di motivazione durante le riprese. In molti progetti ambientati sul
Bosforo, il mare si vede solo dalla terra, da un'unica prospettiva. Quello che
invece rende questo lavoro diverso è che, questa volta, siamo noi a guardare
Istanbul e le sue ville storiche dal mare.
Aslı: Dal punto di vista visivo è stato
sicuramente molto piacevole, ma a tratti anche davvero impegnativo. Abbiamo
iniziato a girare le scene in mare proprio all'inizio dell'inverno. Per questo,
tutta la troupe ha lavorato di notte per sette settimane di fila. Volevamo
girare durante le prime ore del giorno, quando la luce è più morbida e bella,
quindi abbiamo passato nottate intere sul set. E tutte queste scene erano in
esterni, di notte. Devo dire che restare svegli per sette settimane non è stato
per niente facile, è stato davvero faticoso. Però la motivazione del gruppo, il
bel clima tra di noi, e anche il fatto che non lavoravo così intensamente da
tanto tempo... tutto questo mi ha fatto davvero bene.
C'è stata una scena
in particolare che le ha creato più difficoltà durante le riprese?
Aslı: Non saprei indicare una scena
specifica, ma quello che mi ha messo più alla prova sono state sicuramente le
condizioni atmosferiche. Cercavamo di ricreare un'atmosfera estiva, ma il tempo
non ci è stato affatto d'aiuto. In certi momenti non ce la facevo più dal
freddo e mi mettevo addirittura una sciarpa al collo! All'inizio del progetto
eravamo partiti con uno styling da estate, ma il clima reale era ben diverso. E
se a tutto questo aggiungi anche le notti lunghe e la carenza di sonno...
diventava davvero pesante. In alcune scene, per esempio, si vede Zeynep con un
minuscolo pantaloncino, mentre io ero lì con una sciarpa e un grosso piumino
-una scena quasi ironica, a pensarci bene!
Engin: Direi la scena con la pioggia
artificiale. L'abbiamo girata in pieno inverno, e faceva davvero freddo.
So che le serie
turche su Netflix raggiungono un pubblico mondiale e generano anche un impatto
positivo sul turismo. In questa serie vediamo moltissimo la splendida e unica
bellezza di Istanbul. Secondo te, Istanbul e in particolare il Bosforo, giocano
un ruolo nella storia come se fossero dei veri e propri personaggi? Come descriveresti
questa città agli spettatori stranieri?
Engin: In realtà, Istanbul è la vera
protagonista di questa serie. Senza la sua bellezza, la serie non esisterebbe.
Mi piace un po' paragonare le due rive del Bosforo a Osman e Nihal: sono molto
diverse tra loro, ma non possono separarsi, e l'esistenza di una mette in luce
la bellezza dell'altra, formando un tutto unico... La storia nascosta dentro
Istanbul, il fatto che unisca Asia ed Europa, racconta in qualche modo anche il
nostro carattere.
Aslı: Come persona che vive a Istanbul,
girare di fronte al Bosforo è stata un'esperienza davvero speciale. A volte,
durante le riprese, sentivo come se stessi aprendo la finestra di casa per
prendere un po' d'aria o guardare il mio giardino. Ricordo che davanti alla mia
stanza c'erano le mura della città e a volte mi perdevo a guardarle. Il
paesaggio era davvero mozzafiato. Se ha fatto questa impressione anche a me,
posso solo immaginare quanto sarà ancora più forte per chi vede Istanbul per la
prima volta. Quindi, come hai detto anche tu, Istanbul è praticamente un
personaggio a sé stante in questa storia.
Nella serie, Nihal e
Osman lavorano insieme alla costruzione di uno yacht a motore e cogliamo
diversi indizi sulla loro passione per il mare. Cosa rappresentano per te il
Bosforo, il mare, le onde, l'immersione e la vita in barca? Che sensazione ti
dà trovarti in mezzo al mare?
Aslı: Per me è una situazione un po'
ironica, in realtà. Perché ho sempre avuto un certo timore del mare; non mi
piace stare in acque molto profonde, né restarci a lungo o nuotare troppo. Sono
più il tipo che si tuffa e poi esce subito. Quindi non mi considero una persona
che riesce a comprendere davvero l'anima del mare. Anzi, il mare mi trasmette
spesso un senso di calma... ma anche di solitudine.
Engin: Per me il mare è una forma di
esplorazione. Faccio immersioni da tanto tempo, e la sensazione che mi dà il
mare è simile a quella che si prova quando si osservano le stelle nel cielo: è
un'avventura, una scoperta continua...
Dal tuo debutto in
"Yabancı Damat" fino a "Kara Para Aşk" e "Adım
Farah", il pubblico ti ha visto negli anni in ruoli molto diversi, che
hanno mostrato ogni volta nuove sfaccettature di te. I personaggi che hai
interpretato, così come i tipi a cui hai dato vita, sono stati sempre molto
variegati. Guardando con i tuoi occhi questo percorso, in che modo ti ha
trasformato? Come uomo, come essere umano, cosa hai imparato di più da questo
viaggio?
Engin: In realtà sono cresciuto insieme
ai personaggi che ho interpretato. Sì, proprio come hai detto, è stato - ed è
tuttora - un viaggio. Da ogni personaggio ho imparato qualcosa. Se cerchi di
fare questo lavoro in modo professionale, la recitazione finisce per diventare
una parte della tua vita. Questo percorso ti insegna a essere più umano, ad
avere empatia, e ad ascoltare davvero il tuo viaggio interiore. Ti dà la
possibilità di sentire profondamente ciò che vivi, dentro e fuori dal set.
Aslı, sei entrata in questo settore a 18 anni. Se potessi entrare in una macchina del tempo e parlare alla te stessa di quel primo giorno, cosa le diresti oggi? Non solo come attrice, ma anche come donna, come ti ha trasformata questo viaggio?
Asli: Se potessi davvero entrare in una
macchina del tempo e dire qualcosa alla me stessa diciottenne, le direi -
proprio come dice anche Nihal - "continua a giocare". Qualunque cosa
la vita ti metta davanti, non perdere mai la tua disciplina, il rispetto per il
tuo lavoro, l'amore e l'entusiasmo, perché sono proprio queste le cose che ti
tengono in piedi e ti motivano ogni volta daccapo. Io ho messo piede su un set
per la prima volta a 18 anni, ero giovanissima, e in un certo senso sono
cresciuta davanti alla telecamera. Il mio spirito infantile è tuttora con me e
ancora oggi mi emoziono per ogni scena. Questo mestiere è il luogo in cui mi
sento più felice e più me stessa. In questo viaggio che va dall’infanzia all’essere
donna, oggi posso dirmi: “sei davvero fortunata ad avere ancora uno spazio dove
puoi continuare a giocare."
È la prima volta che
lavorate insieme? Se doveste descrivere il vostro partner, cosa direste? E nel
primo giorno di set, cosa vi ha sorpreso di più l'uno dell'altra?
Engin: Sì, è la prima volta che lavoriamo
insieme. Sono davvero felice di aver avuto l'opportunità di conoscere Aslı come
persona e di condividere il lavoro con lei come attrice. Anche se siamo due
caratteri molto diversi, posso dire che abbiamo la stessa visione del mestiere
e della scena.
Asli: Nonostante lavoriamo nello stesso
settore da tanto tempo, è la prima volta che ci troviamo nello stesso progetto.
Engin è un attore molto laborioso, disciplinato e ama il gioco di squadra sul
set. Anche a me piace molto lavorare con attori che si scambiano l'energia. Si
prende molto cura del suo personaggio e fa sempre del suo meglio per il bene
del progetto. Non c'è stato nulla che mi abbia sorpresa durante il primo giorno
di set, perché prima di iniziare avevamo fatto delle letture insieme e avevamo
un po' preparato i nostri ruoli. Per questo motivo ho avuto già modo di
conoscerlo e non c'è stato nessun imprevisto, anzi, ci siamo subito trovati
benissimo. Engin è stato davvero un ottimo partner per me.
Aslı, sei del Toro e
Engin, tu sei della Bilancia. Entrambi siete governati da Venere, il pianeta
dell'amore, della bellezza e dell'estetica. Sul set, vi concentravate di più
sui dettagli estetici e sulle emozioni? Come pensate di aver portato questa
energia nel progetto?
Aslı: Questo bisognerebbe chiederlo a un
astrologo! (ride) Comunque, bellezza
ed estetica sono elementi importanti in questo lavoro. Se siamo riusciti a dare
una mano affinché tutto fosse bello da vedere, siamo felici.
Engin: L'astrologia è un argomento che
non conosco molto bene. Però, domande come questa fanno pensare... Magari la
nostra buona sintonia sul set dipende proprio da questo. Grazie, Venere! (ride)
Entrambi sembrate
preferire una vita senza troppa esposizione. Siete persone casalinghe? Fuori
dal lavoro, cosa vi rende più felici?
Engin: Amo stare a casa, ma mi piacciono
anche le strade, la vita di quartiere, il sentirsi parte di ciò che succede
fuori. Dopo la pandemia il mio rapporto con tutto questo è un po' cambiato.
Negli ultimi anni passo molto più tempo a casa, ormai è diventata un'abitudine.
Mi piace fare immersioni. E quando ho una storia in testa, anche solo sedermi
da qualche parte a pensarci, senza fare nient'altro, riesce a rilassarmi
tantissimo.
Aslı: Sono una vera persona da casa. Amo
passare il tempo tra le mura di casa e stare con le persone a me più vicine.
Per me casa è davvero il posto dove mi sento più felice, più a mio agio. Quindi
non sento molto il bisogno di uscire. Però fuori dal lavoro adoro fare piccoli
viaggi. Non sono il tipo da lunghi giri, preferisco le fughe del weekend. Per esempio,
ci è capitato spesso di partire per Assos per una sola notte e tornare il
giorno dopo e lo trovo bellissimo. Mi piace guidare, soprattutto fare lunghi
tragitti. Stare nella natura mi fa molto bene. Certo, mi piace anche
socializzare, ma siccome sto così bene a casa, mi basta passare del tempo con
le persone più care.
Dopo essere diventata
mamma hai detto: 'Dedico tutto il mio tempo a Elay. La mia vita è cambiata
radicalmente'. Ci racconti un po' com'è cambiato il tuo mondo, sia a livello
emotivo che nella tua routine quotidiana?
Aslı: Mi ero promessa che non avrei
fatto lavori mainstream finché Elay non avesse compiuto 2 anni, perché questo
tipo di lavoro richiede molto tempo e attenzione, proprio come un bambino. Sono
felice di essere riuscita a mantenere questa promessa.
Ovviamente, diventare mamma ha cambiato radicalmente la mia vita. Ho avuto la
fortuna di diventarlo a 40 anni, in un'età bellissima e mi sto godendo ogni
momento. Ancora oggi trascorro ogni istante libero con Elay. Ora che sta lentamente
diventando più indipendente, abbiamo anche programmi separati. Per esempio,
quando lei va al parco io ne approfitto per sbrigare qualche lavoro, poi ci
ritroviamo casa e continuiamo la giornata insieme. Questo processo di distacco
sano è molto piacevole per me.
La cosa che è cambiata di più nella mia routine quotidiana è sicuramente il mio
ritmo del sonno.
Ora con Elay mi sveglio alle sette e mezza e organizzo la
giornata in base ai suoi orari di sonno. Già solo questo è una vita
completamente diversa, perché prima, se non lavoravo, potevo svegliarmi quando
volevo. Adesso non è più così: c'è un piccolo essere umano e programmi tutto in
base alle sue esigenze.
Da fuori può sembrare che la mia routine sia stata stravolta, ma in realtà ha
reso la mia vita molto più ordinata. Adesso ho un'esistenza più prevedibile e
regolare. Ho passato quarant'anni a vivere come volevo, adesso conduco una vita
più pianificata - e mi fa davvero bene. Dal punto di vista emotivo... non credo
esista qualcosa
che io possa amare di più nella vita. Essere mamma è un sentimento quasi
impossibile da spiegare; lo sto capendo vivendolo giorno per giorno.
Anni fa avevo letto
un'intervista in cui parlavi della tua nostalgia per le festività di una volta,
per i rapporti sinceri e per quel calore autentico della vita di quartiere.
Oggi però, con tutta questa digitalizzazione, la dipendenza dagli schermi e
l'aumento dell'individualismo, cosa provi guardando al mondo così com'è
diventato?
E questa memoria, questo bagaglio emotivo, come si riflette nei vari personaggi
che interpreti nelle serie?
Engin: In realtà non si tratta tanto di
un elogio al passato, quanto più un discorso su come custodire i ricordi e le
storie. Non possiamo negare le necessità di questo tempo, quindi dobbiamo
trovare il nostro posto come esseri umani in tutto questo. Penso che questa sia
una riflessione che riguarda principalmente la letteratura e la filosofia. La
strada è come la vediamo, ciò che vediamo riflesso nello schermo del telefono
ha un certo tono, e anche i personaggi che interpretiamo cambiano di
conseguenza.
In “Enfes Bir Akşam” possiamo percepire quel lato
bambino nascosto dentro di noi e l'importanza di quella purezza emotiva. Cosa
significa per te questo sentimento?"
Engin: Se
la purezza non fosse destinata a svanire, non avremmo nemmeno bisogno di una
parola come 'innocenza'. Anche se sembra un tentativo umano e infantile volerla
mantenere, in realtà questa ricerca ci porta a ingigantire le nostre
preoccupazioni e a vivere con il senso di colpa. Secondo me, c'è una questione
fondamentale qui: la purezza si può perdere, ma riusciamo a continuare a vivere
in pace con la nostra infanzia e con i nostri ricordi? Credo che questo sia più
importante.
Si sa che sei
cresciuta a Londra e che hai imparato il turco solo più tardi. Guardando sia la
tua dizione che il tuo vocabolario, viene da chiedersi come tu abbia sviluppato
tutto questo così velocemente. Hai avuto difficoltà in questo processo? E
quando ti metti in testa qualcosa, la porti sempre a termine così, con la
stessa determinazione?
Aslı:
Poiché la mia famiglia è turca, avevo già una certa familiarità con la lingua.
Anche se non la parlavo perfettamente, riuscivo a capire e a comunicare in
turco. Quando sono arrivata qui a 12 anni ho assimilatola lingua in modo naturale.
Non posso dire che ci sia stato un impegno speciale da parte mia. Forse,
essendo una persona che ama parlare, è stato più facile imparare parlandola.
Non so se posso fare sempre tutto ciò che mi metto in testa, ma una cosa è
certa: mi impegno. Se voglio fare qualcosa, ci metto sempre impegno, imparo e
do il massimo. Non c'è una garanzia di successo, ma sicuramente ci provo.
Hai pubblicato un
libro di 21 racconti brevi intitolato 'Sessizlik' ed è passato un po' di tempo
da allora. Ti è mai venuto in mente di adattare una di queste storie ad una serie o ad un
film? E in questi anni trascorsi, ti sono venute nuove idee per racconti? Hai
in mente un altro libro per il futuro?
Engin: Nel 2023 ho pubblicato anche un
libro di racconti intitolato 'Zamansız'. Il mio percorso di scrittura continua
e in realtà spero di pubblicare un nuovo libro a breve. Ho scritto alcuni dei
miei racconti come storie per film. In Sessizlik, i racconti 'Merhaba' e 'Bi
Gece' erano stati pensati originariamente come storie per film.
La capacità di
empatia è una qualità molto importante per un attore. Nella vita reale, ti
capita mai che un eccesso di empatia ti stanchi o ti esaurisca?
Engin: L'empatia è un'emozione che, pur
essendo a volte problematica, ci rende profondamente umani. Sto cercando di
imparare a gestirla. In realtà, l'empatia è un qualcosa di infinito, se la
lasci andare, così come non c'è limite alla comprensione e al sentimento. A
volte ti capita di sentire nel tuo corpo il dolore di chi conosci e anche di
chi non conosci. E davvero estenuante. Trovo sana l'empatia realistica.
Aslı: Onestamente, a volte mi stanca. A
volte mi immergo così tanto nel punto di vista dell'altro che finisco per fare
torto a me stessa. Ma penso che non sia una mancanza. Perché quando esagero,
riesco subito a capirlo, mi accorgo del mio errore senza farne un danno troppo
grande. Per questo non vedo questa cosa come un problema. Anzi, vedere le cose
da più punti di vista ti offre una prospettiva diversa. Ti fa capire che non
tutto è come lo pensi. Per questo mi piace questa caratteristica, penso che mi
aiuti anche nel mio lavoro.
Tornando a Nihal e
Osman, due giovani cresciuti in condizioni di vita molto diverse, pensate che
riescano a entrare in empatia uno con l'altro?
Aslı: Secondo me, non riescono a entrare
in empatia l'uno con l'altro. Entrambi sono troppo legati al proprio punto di
vista. A dire la verità, non credo nemmeno che vadano in terapia! Per questo
valutano tutto dal loro angolo di visione. Però, penso che per far andare
avanti la storia, è necessario che sia un po' così.
Engin: Ci sono troppe cose che gli
impediscono di entrare in empatia: le loro storie, le origini da cui provengono
e i pregiudizi... All'inizio non ci aspettiamo nemmeno che ci riescano, sarebbe
poco realistico. Però quello che vediamo è che, rispetto a tante altre persone
che riescono a entrare in empatia, loro due provano una passione fortissima
l'uno per l'altra.
Come vediamo anche
con Nihal e Osman, nella vita non tutto va come vorremmo; a volte tutto cambia
in un attimo. Quando qualcosa non va come speravi, qual è la tua reazione? Cerchi
di controllare la situazione o ti affidi al flusso degli eventi?
Engin: Anche questo sto cercando di
impararlo. È uno sforzo inutile, in realtà. Possiamo controllare pochissime
cose, e lo vedo quasi come una malattia. L'hai detto molto bene: affidarsi al
flusso... Non posso dire che sia facile, ma sicuramente preferisco lasciare che
le cose seguano il loro corso.
Aslı: C'è un detto che mi piace molto: 'La vita è ciò che ti accade mentre fai altri piani'. Io guardo la vita proprio così. Non c'è niente di sicuro; siamo umani e in ogni momento può succedere di tutto. Per questo sono una persona che tende a seguire il flusso. Faccio il mio dovere, rispetto le responsabilità, ma alla fine ciò che deve succedere succede, e ciò che non deve succedere, non succede. Non mi ostino troppo su questo. Sono più una persona che accetta.
Prendi le tue decisioni
d'impulso o preferisci riflettere a lungo e con calma? Ti fidi delle tue
intuizioni?
Aslı: In realtà dipende completamente
dal momento. A volte agisco molto d'istinto, altre volte rifletto a lungo. Non
posso dire di essere molto coerente su questo, perché ci sono stati momenti in
cui ho sentito che i miei istinti mi hanno ingannato. Ma quando ho usato la
logica, mi sono resa conto di aver commesso degli errori anche così. Quindi è
totalmente una questione di situazione. Comunque, se qualcosa mi dà una
sensazione positiva dentro, voglio farlo.
Engin: Non so se c'è una risposta sana a
questa domanda. Di solito, quando prendo decisioni basate sui miei istinti, la
ragione finisce sempre per entrarci in qualche modo; e quando prendo decisioni
con la mente, finiscono per esserci anche le emozioni... Non lo so, non ci sono
mai riuscito.
Mi piacerebbe anche
parlare dello stile di vita 'old money' dal punto di vista della moda. Nella
serie, Osman, pur essendo nuovo nella ricchezza, ha uno stile molto lusso silenzioso',
mentre Nihal ha uno stile che potremmo definire 'senza sforzo e naturalmente
elegante'. Come definiresti i tuoi stili personali?
Engin: Mi piace l'idea di 'senza sforzo'.
Direi che ho uno stile naturale e comodo.
Aslı: Non pretendo di sapere molto di
moda; ho i miei gusti e mi vesto di conseguenza. Per quanto riguarda i
progetti, non interferisco con i costumisti. Se il vestito non sembra fuori
posto su di me e non limita il mio ruolo, preferisco lasciare il lavoro a chi
si occupa di costumi e styling. In realtà, il costume è molto utile per entrare
nel personaggio. Perché una donna che indossa un abito elegante ha un'anima
diversa rispetto a una che indossa degli stivali da cowboy... Il costume ti dà
una postura, un atteggiamento. Per questo mi piace sfruttarlo.
Il concetto di 'old
money' viene spesso confuso con la ricchezza, ma in realtà non è proprio così;
è più una cultura e uno stile di vita. Nella tua vita, quale definiresti il tuo
'piacere più grande'?"
Aslı: Per cominciare, non direi di
appartenere al profilo di 'old money'. Il mio piacere più grande nella vita,
credo, sia mangiare bene. Non so se dipenda dal fatto che sono del segno del
Toro o se è una motivazione interna, ma mi piace davvero tanto mangiare in posti
belli e gustare cose buone. Un'altra passione è l'amore per le belle case... Mi
piace guardarle, visitarle, e persino viverci dentro. L'interior design, la
decorazione e i mobili ben progettati mi hanno sempre affascinato. Passo spesso
il mio tempo libero a girare per negozi di arredamento. All'estero, quando la
gente visita boutique o centri commerciali, io vado nei negozi di design. Non
sono tanto appassionata di moda, ma credo di avere un po' di 'pretenziosità'
nell'architettura e nella decorazione.
Engin: Essere sott'acqua...
In un'epoca in cui
mostrare e ostentare sono diventati così centrali sui social media, quanto è
possibile oggi vivere uno stile di vita 'old money', cioè 'silenzioso'?
Engin: Se non lo porti come una maschera,
in realtà è possibile. D'altra parte, deve essere in sintonia con il tuo
spirito; altrimenti, qualunque cosa tu faccia, sembrerà che tu stia cercando di
sforzarti.
Quando parliamo di
'old money', entrano in gioco il senso di appartenenza, le radici, le
tradizioni. Nella tua vita, quanto sei legato a questo tipo di tradizioni?
Aslı: Non sono una persona molto
tradizionalista. Anzi, per quanto riguarda la questione delle radici... A volte
mi sento quasi 'senza radici. Probabilmente dipende dal fatto che la mia
infanzia e il mio periodo di crescita sono stati trascorsi in altri paesi.
Forse è per questo che ho così tanto interesse per le case. Potrebbe essere un
riflesso del mio desiderio di radicarmi.
Si dice che il vero
lusso nella vita siano 'il tempo' e 'la serenità'. Secondo te, quale tra i
valori che perdiamo ci rende più poveri? E qual è la cosa più importante per
te?
Engin: Il tempo è qualcosa che non
possiamo trattenere. Non ho ancora incontrato qualcuno che usi bene il suo
tempo e non si lamenti. Più cerchiamo di dare un significato al tempo, più
diventiamo inquieti. Dentro c'è tanto: la morte, il passato, le cose che non
abbiamo fatto... Ma senza serenità, tutte le cose di cui parliamo cadono nel
vuoto.
Aslı: Per me, la cosa più importante è la serenità. Mi è capitato di lamentarmi della mancanza di tempo, ma l'inquietudine mi logora molto. Quando c'è serenità, le cose in qualche modo si sistemano, il flusso accade da solo. Quindi, la risposta per me è chiara: serenità.
Nella serie, Nihal
chiede a Osman: 'Dimmi una cosa vera che non hai mai detto a nessuno finora'.
Anche voi, Aslı ed Engin, potreste dirci una cosa vera su di voi che non avete
mai raccontato a nessuno?"
Aslı: Ve ne dico due di cose! In realtà,
le migliori battute mi vengono in mente nelle prime ore del mattino quando non
riesco a dormire, poi però me le dimentico. E, non sono così misteriosa come
sembro.
Engin: Non mi preoccupo più delle cose
che mi rovinano il gusto della vita...
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Credits / Ringraziamenti
Aslı Enver, Engin Akyürek, ELLE Turkiye, @elleturkiye
Intervista:
Melda Narmanli Çimen
Fotografie:
Luca Meneghel
Direzione
moda: Aslı Asil
🐞
In questo
istante, la nostra vita è tutta qui. Carpe diem! (le sinyorine)
08/10/2025














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