I LIBRI SUL COMODINO/1: ISTANBUL / ORHAN PAMUK
A partire da oggi, vi proporremo di tanto in tanto una lettura che potrebbe interessarvi e che avrà attinenza con la Turchia, Istanbul, il Medio Oriente... Cominciamo con la scrittura di Orhan Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura 2006. Oltre alla foto del libro, troverete anche una nostra breve recensione.
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Istanbul / Orhan Pamuk / pp. 361
Istanbul non è una guida, non è esattamente la storia di questa città, non è un vero e proprio saggio; forse è un gioiello o forse un capolavoro, ma di sicuro è uno di quei libri impossibili da dimenticare, oltre che imprescindibile, se ci si vuole immergere nella scrittura di Pamuk.
Istanbul è la narrazione di una città attraverso gli occhi e la storia dell’autore, occhi che si aprono al suo mondo nel 1952 e ne raccontano circa vent’anni, filati lungo un rettilineo che arriva fino a un nodo di scambio cruciale.
Orhan ci parla della “stranezza” percepita come parte di se stesso sin da ragazzino ed è impossibile non pensare a Mevlut, protagonista del suo romanzo che si intitola appunto “La stranezza che ho nella testa”; della sua famiglia agiata, ma problematica; delle disparità sociali; della tristezza che è parte del tessuto di Istanbul e molto frequentemente dei sentimenti contrastanti dei suoi abitanti nei confronti dell’occidentalizzazione.
Accanto a questi temi però, pagina dopo pagina, noi che leggiamo respiriamo questa città evocata continuamente attraverso la descrizione di un vicolo, un battello, il fumo, il Bosforo, i quartieri, un incendio, le piazze, l’incanto e il disincanto, le luci e le tante ombre.
Trecentosessantuno pagine, trentasette capitoli, punteggiati da innumerevoli foto, sia di famiglia che opera di eccellenze di quest’arte, primo fra tutti Ara Güler, di citazioni letterarie e iconografiche che suggeriscono irrinunciabili approfondimenti.
Un viaggio che vorresti non finisse mai e che accende il desiderio di partire e posarceli tu, i tuoi occhi, su Istanbul.
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