ENGIN... UN PACCO DI SPAGHETTI E UN BARATTOLO DI SUGO!
Vi proponiamo il racconto di tre fan italiane che si sono recate presso la Fiera del Libro di Eskişehir, in occasione del firmacopie dell'ultimo libro di Engin, ovvero "İsimsiz".
E' un regalo graditissimo di Elena, Morena e Lucia, che ringraziamo per aver voluto condividere con noi la loro indimenticabile esperienza!
“Scriviamo questo pezzo di getto, sul volo di ritorno da Istanbul verso l'Italia, accompagnate dalla solita malinconia che abbiamo quando lasciamo questa fantastica città, consegnando parte del nostro cuore a lei e, questa volta, con la consapevolezza che tornare ancora sarà difficile.
Ma proviamo
a riavvolgere il nastro a pochi giorni fa e a raccontarvi quella che è stata la
nostra esperienza.
Siamo
Morena, Lucia (o come dice Engin... Lussìa) ed Elena.
Appena
abbiamo saputo della notizia della firma del libro di Engin, ad un anno esatto
dal nostro ultimo viaggio insieme ad Istanbul, la voglia di ripartire è
arrivata immediatamente, ma tutte e tre avevamo delle situazioni personali che ci
tenevano incatenate alla nostra quotidianità.
Ma quando
Istanbul chiama, il firmacopie di Engin diventa quella tronchese che fende ogni
catena e ci fa trovare il coraggio, anche grazie all'appoggio dei nostri cari,
di preparare quella valigia e spiccare il volo.
E così è
stato.
La prima a
decidere di andare fu Lussìa; lei ha comprato il volo e sarebbe dovuta partire
il 7 Maggio, il giorno successivo mi sono liberata anch'io (Elena) ma dall'8,
allora Lussia ha spostato il volo di un giorno per partire con me.
Appena
abbiamo prenotato sia volo che albergo è arrivata la chiamata di Morena che
diceva che riusciva ad unirsi a noi. Ho prenotato immediatamente anche per lei
sia camera che volo, così da fare il viaggio tutte insieme come lo scorso anno,
sempre nel nostro hotel dove oramai i ragazzi della reception ci considerano clienti
abituali e ci trovano sempre un posto.
La nostra misyon era quella di portare un sorriso
ad Abi (come lo chiamano i fratelli ne #LeVignettediEngin) ma per questa
missione c'era ancora un nodo da sciogliere: l'incontro non era ad Istanbul
come in occasione dell'ultimo Firmacopie, ma ad Eskişehir, una cittadina che si
trova a quasi 3 ore da Istanbul in direzione Ankara; non potevamo raggiungerla
con la Istanbulcard e un trasporto privato sarebbe costato troppo...
Bisognava
dare un calcio alle prime due lettere della parola "impossibile" e il
caso (la fortuna, il destino, la provvidenza... chiamatela come volete) ci ha
dato una mano: parlando con una mia cliente è uscito fuori che era tornata da
poco dal matrimonio della figlia (sposata con un turco) dalla Turchia... La
cerimonia si è svolta nella cittadina del marito di lei, a 3 ore di treno da
Istanbul...
Io:
"Non è che la cittadina si chiama Eskişehir???"
Lei:
"Mi sembra di sì; chiedo conferma a mia figlia S. e ti faccio sapere."
Dopo
un'oretta S. mi scrive: ‘Ciao Elena, si è Eskişehir, se devi raggiungerla ti rigiro
il contatto di mio marito M. così ti spiega come fare per prenotare i biglietti
dall'Italia...’
E' proprio vero che quando arriva
il momento di partire, tutto il Mondo che ti circonda te lo fa capire!!!!
M. mi ha
girato l'app dei treni in Italiano e così ho potuto prenotare, da casa, i
biglietti sia per noi 3 che per altre 4 ragazze che non sapevano come fare.
Ora mancava
solo un'ultima cosa... Un regalo!
Ho
terminato in fretta e furia il libro "Chiacchiere tra Fratelli" delle
Vignette di Engin, ma se questo non fosse bastato a strappargli un
sorriso???... Serviva un piano B.
Pochi
giorni prima della partenza, Io, Morena e Lucia... pardon... Lussìa, ci siamo
sentite in viedochiamata per gli ultimi dettagli; Morena mi ha detto che non sapeva
cosa portargli per regalo... In quell'istante una vocina nella mia testa mi ha
suggerito ‘Perchè non gli porti un pacco di spaghetti con un barattolo di
sugo???’... (Secondo me era la voce di Ömer Demir, ve l'ho detto che questi
fratelli mi parlano... Grazie del suggerimento, Commissario, si vede che siete
amici!)... Lucia e Morena sono scoppiate a ridere e hanno detto: “Poi gli
diciamo – Vorrei mangiare spaghetti Sinyorina, per favore!”... E lo abbiamo
fatto veramente!
Siamo
partite il venerdì mattina; appena atterrate abbiamo respirato aria di casa e,
all'uscita della Metro, abbiamo ritrovato lo stesso spettacolo che avevamo
lasciato lo scorso anno con gli occhi lucidi.
Cena in un
pub e poi di corsa a letto. La mattina successiva avevamo appuntamento a
colazione con le altre ragazze che la domenica avrebbero raggiunto l'evento con
noi.
Ci siamo
conosciute e, insieme, dopo colazione, abbiamo trovato la stazione per fare un
sopralluogo e capire dove darci appuntamento la mattina successiva.
Poi ci siamo
salutate e io, Morena e Lussìa siamo andate alla ricerca del libro İsimsiz,
non sapendo se in fiera li avremmo trovati tutti.
Abbiamo
camminato parecchio e girato diverse librerie a Kadıköy... ama... yok.
Allora ci
siamo spostate a Bağdat Caddesi e lì li abbiamo trovati sia per noi che per le
altre 4 ragazze e per alcune amiche (le Marchigiane di Engin, il gruppetto
marchigiano delle fan di Abi che ogni anno si ritrova per chiacchierare dei
suoi lavori).
Eravamo
distrutte e siamo tornate a Kadıköy per riposare.
Domenica
mattina la sveglia è suonata alle 6:00, ma io ero già sveglia da prima, non so
se per l'emozione o per la paura di perdere il treno.
Alle 6:45
ci aspettava il taxi per la stazione, che avevamo prenotato la sera precedente.
Il treno è
partito alle 7:20... 3 ore di viaggio che sembravano non finire mai...
Dai
finestrini vedevamo scorrere dapprima i grattacieli di Istanbul, poi i cantieri
navali (con il pensiero ad Osman di Old
Money), poi ancora un ponte che sembrava sospeso tra le nuvole a causa
della nebbiolina che galleggiava sul mare... Alcune gallerie ci hanno
catapultato nel verde delle colline e ci siamo dette quanto quei paesaggi
somigliassero ai nostri… Poi ancora case, all'inizio isolate e basse e mano a
mano sempre più alte e vicine… La nostra emozione aumentava parallelamente
all'altezza dei palazzi.
Il cuore
ha avuto un sussulto quando hanno annunciato Eskişehir!
Siamo
scese alle 10:10 e raggiunto Kitap Fuarı
(fiera del libro) con un paio di taxi.
E poi è
iniziata l'attesa interminabile degli ultimi minuti... quelli in cui inizi a
dubitare di tutto, quando lo zaino carico di libri diventa pesantissimo e pure
gli spaghetti col sugo sembravano un'idea sbagliata perché gravavano sulle
nostre spalle, tanto che Morena ci stava per ripensare... Ma l'abbiamo convinta
a non mollare... Per fortuna!
Ci siamo
fatte forza con l'adrenalina che ha soffocato la stanchezza; abbiamo fatto un
giro in fiera, tra gli stand, e comprato gli ultimi libri che mancavano.
La fiera
di Eskişehir è molto più piccola di quella di Istanbul dove siamo state io e
Lucia l'ultima volta. Verso le 12:30 ci siamo messe in fila con le altre fan, ma
anche la fila era molto più corta. Forse la distanza ha scoraggiato molte fan
straniere, infatti eravamo in poche venute da altri paesi.
Morena ad
un certo punto ha detto: “Speriamo che indossi qualcosa di bianco per spezzare
il nero...”.
Alle 13:15
parte l'applauso e arriva Engin, dall'entrata principale, bellissimo,
raggiante, in pantaloni neri e camicia nera aperta su una maglietta bianca
abbinata alle scarpe e Morena: “Vedi?!?... Mi ha accontentata!!!”.
Con la sua
falcata veloce ha raggiunto subito la postazione del firmacopie, salutando la
fila di fan che si era formata negli ultimi minuti.
Mano a
mano che scorreva la fila, saliva l'emozione... Chissà che faccia avrebbe fatto
a ricevere il libro, a scoprire che delle italiane erano arrivate fin lì per
salutarlo e soprattutto... Avrebbe apprezzato gli spaghetti????
Sapete come
si dice ???... ‘O LA VA... O LA SPACCA!’
Ed eccoci
lì, davanti a lui, al suo sorriso magnetico, al suo sguardo da furbetto che non
ha bisogno di parole per comunicarci il suo pensiero...
Morena
consegna i libri e presa dall'emozione non gli stringe neanche la mano, poi si
sposta vicino a lui per la foto e consegna il pacco di Spaghetti con il barattolo
di Sugo e parte il coro:
“VORREI MANGIARE
SPAGHETTI SINYORINA PER FAVORE!”
E con il
coro parte la sua risata sincera, spontanea, divertita... Quella che volevamo
strappargli e che non dimenticheremo mai. Il suo sguardo sorridente passa dal
pacchetto di spaghetti a Morena, a noi, incrociando anche i nostri sguardi,
quasi incredulo, come se, preso di sorpresa, non sapesse nemmeno chi
ringraziare... Poi si gira verso l'amico
e gli dice in turco:
“Questi
stasera ce li mangiamo!”
Foto di
rito con Morena, poi tocca a Lussìa...
E io:
“Lucia!”
E lui:
“Lussìa??!!”
E Lucia
“Va benissimo Lussìa!!!” Ahahahh....
Lussìa non
si è fatta sfuggire la sua mano e nemmeno un mezzo abbraccio al momento della
foto... Furbetta Lussìa!!!
E intano
io m'ero trasformata nella fotografa di turno e dovevo sostenere lo sguardo di
Abi per tutte loro.... Cosa non facile, ve lo giuro, soprattutto quando
aggiungeva il sorriso!
Alla fine
arriva il mio turno; gli passo i libri da firmare e poi il mio libro Chiacchiere
tra Fratelli 5 passa dalle mie mani direttamente nelle sue, mentre i
nostri sguardi si incrociano e il suo sembra dirmi ‘Dammi dammi... Che so già
cosa mi aspetta...”.
MISSIONE COMPIUTA!
Finalmente anche le vignette, con il 5° tentativo, sono in buone mani, anzi ottime!
Abbiamo aspettato fino alla fine del firmacopie per goderci ogni attimo, ogni sua espressione e sperando di poterci fare una foto di gruppo con Abi... Ama... HAYIR...
Engin aveva fretta. Siamo apparse in una storia Instagram della rivista turca Kafasina Göre che Engin ha condiviso e va più che bene così!”
Elena, Lussìa e Morena







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