Che bello che tu ci sia, Engin Akyürek...


Ogni fan è fuori di cervello, altrimenti non sarebbe una fan.

Alcune cercano di darsi una regolata, altre no.

Io penso vada bene tutto, a patto di avere sempre i piedi a terra e la consapevolezza che la vita vera è quella con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni; e gli affetti veri, sono quelli corrisposti, tangibili, fatti di carne e ossa, aerei, treni, abbracci, telefonate...occhi negli occhi...

Tuttavia la nostra mente, quella di noi fan, ha bisogno anche di sognare, immaginare, costruire, inventare, volare oltre la ionosfera, tornare, attraversare mondi, approdare dove ci conduce una canzone, un concerto, un timbro di voce gentile, uno sguardo che ti infilza l'anima, che sembra conoscerti senza conoscerti, che accende la speranza che esista ancora qualcosa o qualcuno di buono, genuino, semplice, dolce, forte, compassionevole e bellissimo e che sia possibile arrivare a stabilire con lui un contatto reale, attraverso la scrittura e la lettura, le parole e il silenzio.

Ed è così che all'improvviso, quella parola generica "fan" viene sostituita con il proprio nome e cognome, di chi improvvisamente è andata oltre l'artista, e si è trovata di fronte Engin,  l'uomo, che attraverso il suo garbo, la sua gentilezza, la sua riservatezza, la sua sensibilità, i suoi silenzi...ed i suoi "carpe diem"...ci ha regalato, giorno dopo giorno, pezzetti di sé, dei suoi sogni, dei suoi stati d'animo...entrando a far parte, alla fine, del nostro quotidiano, come il nostro "amico d'oltremare", a cui auguri che la vita gli regali infiniti "attimi di dimenticanza"...

Che bello che tu ci sia, Engin Akyürek...

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